Affari Istituzionali

Costi della politica

 Riduzione dell’indennità di carica del consigliere regionale a 5.000 euro lordi mensili e riduzione proporzionale delle indennità di funzione.

 Rimborso spese massimo di 3.000 euro al mese sulla base di un rendiconto dettagliato delle spese sostenute e parametrato alla distanza della propria residenza da Milano.

 Applicazione di tutte le trattenute sulle assenze effettive per i consiglieri regionali, eliminando il limite attuale di 1.400 euro mensili.

 Eliminazione di tutte le auto di servizio in dotazione al Consiglio Regionale ed alla Giunta, salvo che per il Presidente, e assegnazione degli autisti ad altri incarichi. Utilizzo delle auto di servizio solamente per ragioni di servizio, senza trasporto da e per la residenza dei Presidenti.

 Eliminazione delle carte di credito a disposizione dell’Ufficio di Presidenza e della Giunta.

Riduzione del 30% della dotazione finanziaria per lo staff dei componenti dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale.

 Riduzione del 30% degli staff degli assessori, del Presidente della Giunta e dell’Ufficio Stampa della Giunta e del Consiglio.

 Riduzione del 20% delle Posizioni Organizzative di Giunta e Consiglio.

Risparmi complessivi stimati, circa sei milioni di euro annui.

Stop ai vitalizi

Rimodulazione del sistema pensionistico su base contributiva, nonché parificazione delle pensioni stesse alla normativa dettata per i lavoratori sottoposti alla legge Fornero.

Strumenti per la partecipazione popolare alle politiche regionali

La Regione deve includere i cittadini nei propri meccanismi decisionali facilitando lo scambio, l’accesso alle informazioni, la discussione e l’autorganizzazione, al fine di rendere le singole istanze di ognuno parte di progetti e politiche pubbliche condivise.

Tutte le istituzioni regionali debbono aprirsi alla partecipazione dei cittadini in ogni forma e modalità praticabile, dotandosi a tale scopo di adeguati regolamenti, procedure e strumenti.

Il coinvolgimento dei cittadini anche nel decentramento territoriale, soprattutto nei passaggi essenziali della vita comunitaria, deve essere pratica sistematica e continuativa.

Le modifiche più incisive nei rapporti fra Regione e cittadini richiedono modifiche dello Statuto di Autonomia Regionale.

Regolamentazione attività di lobbying (rappresentanza di interessi)

Il consiglio regionale ha già approvato una legge sulla trasparenza dell’attività di rappresentanza di interessi, attività meglio conosciuta con il termine di lobbying, sulla quale il M5S ha votato contro perché troppo blanda.

Infatti, se inizialmente il testo della legge presentava una prospettiva piuttosto ampia (i processi decisionali soggetti a trasparenza riguardavano sia gli atti legislativi e regolamentari sia gli atti di pianificazione e programmazione ma anche gli atti amministrativi generali e di interesse rilevante), nel testo finale gli atti amministrativi e di interesse rilevante sono spariti. Manca inoltre la disciplina nella semplificazione digitale.

La legge regionale appena votata infatti, pone a nostro avviso un problema di equità, imponendo doveri alle rappresentanze più deboli e lasciando svincolati i poteri forti; per assurdo, quindi, il comitato di cittadini sarebbe obbligato alla trasparenza mentre le banche anche no.

Crescita digitale

 Aumento delle competenze digitali dei cittadini, partendo dalla digitalizzazione della Scuola.

 Maggior livello di digitalizzazione della Regione e aumento delle competenze digitali dei dirigenti e dei dipendenti regionali.

 Più investimenti in conto capitale per la digitalizzazione con procedure d’acquisto trasparenti.

 Più innovazione ascoltando il mercato ICT ma senza sottomettersi ad esso, cioè non permettendo, come spesso accade, che tutti i costi gravino sulla Pubblica Amministrazione e i profitti vengano, invece, distribuiti tra i privati.

 Non più appalti e gare con fondi “a pioggia” per acquistare servizi “a fondo perduto” ma una strategia di progetti e investimenti nel medio – lungo periodo, definendo, insieme al mercato, un Piano di Sviluppo credibile e sostenibile, nel quale s’innestino le PMI e le microimprese.

 Ritorno ad assumere il ruolo progettuale e decisionale per le politiche e le strategie, non più delegando ai fornitori ma valorizzando e responsabilizzando le competenze interne esistenti.

 Completamento dei progetti avviati sulla Sanità Digitale, secondo il piano nazionale.

Legge elettorale regionale

Introduzione del secondo turno di ballottaggio nel caso in cui nessuno dei candidati Presidenti abbia raggiunto al primo turno almeno il 50 per cento dei voti validi a livello regionale.

Abrogazione della deroga all’obbligo di raccolta delle firme per i gruppi presenti nel Consiglio regionale e del dimezzamento del numero di firme da raccogliere in caso di elezioni a seguito dello scioglimento anticipato del Consiglio regionale.

Riduzione del numero massimo dei seggi attribuibili con il premio di maggioranza che oggi è variabile tra il 55 e il 60 per cento, con un valore unico del premio di maggioranza al 55 per cento, inteso come correttivo massimo applicabile al fine di favorire la “governabilità” senza la compromissione delle prerogative delle minoranze.

Il numero massimo dei seggi attribuibili alla maggioranza si riduce dal 70 al 60 per cento, garanzia più che sufficiente perché l’azione di governo della maggioranza nel Consiglio regionale sia efficace senza diventare prevaricatrice.

Regolamentazione delle incompatibilità per i consiglieri regionali

è stata approvata nel 2016 una legge regionale in merito sulla quale il M5S ha presentato emendamenti importanti che non sono stati accolti: incompatibilità per coloro che hanno ricevuto invano notifica di accertamento per imposte, tasse e tributi ed hanno conseguentemente un debito liquido ed esigibile con la Regione e/o i suoi enti ed aziende e per coloro che esercitano patrocinio professionale alla Regione o a suoi enti ed aziende.

Modifiche allo Statuto di Autonomia e Garante dello Statuto

Chiarezza interpretativa degli articoli componenti lo Statuto esistente con il fine di limitare potenziali interpretazioni in chiave politica o discriminatoria.

Inserimento di riferimenti concettuali alle tematiche della sostenibilità ambientale e sociale oggi prioritarie per un sistema sociale ed economico adeguato alle sfide del nuovo secolo.

Inserimento di riferimenti ai principi di trasparenza dell’attività amministrativa e strumenti per favorire la partecipazione dei cittadini alle attività legislative con specifico riferimento alla partecipazione con strumenti digitali ed alla democrazia diretta.

Definizione di una legge regionale ordinaria per il Garante dello Statuto che, dopo tanti anni dalla sua introduzione nello Statuto, non ha mai operato.

Ridefinizione delle aree vaste

Il M5S a livello nazionale è per l’abolizione delle province. Questa è sicuramente un’opzione valida per gran parte delle regioni italiane ma la Lombardia è una regione con più di 1.500 comuni con una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti. In Lombardia è opportuno mantenere un livello di governo intermedio tra Comuni e Regione, razionalizzando tutte le altre autonomie locali presenti (comunità montane, bacini imbriferi, consorzi forestali, unioni di comuni, ecc…) per arrivare a definire enti di area vasta con estensione opportuna e soprattutto con funzioni significative e con finanziamenti adeguati.

La Città Metropolitana di Milano deve diventare come le grandi città metropolitane europee che hanno forti competenze sulla “governance” del Trasporto Pubblico Locale, sulla gestione dei rifiuti oltre che sulla pianificazione urbanistica, nelle politiche sociali e nell’edilizia residenziale pubblica.

Aggregazioni e fusioni di Comuni

Il M5S è favorevole alla massima aggregazione possibile dei Comuni sul territorio della Lombardia, da incentivare con risorse regionali, oltre a quelle statali già previste. Le aggregazioni non possono essere imposte dall’alto ma devono seguire una richiesta dal basso, dalla cittadinanza e dai consigli comunali, con un passaggio referendario di conferma da parte dei cittadini coinvolti.

Immigrazione

 Promozione del decoro, dignità e coesione per contrastare degrado, ghettizzazione e illegalità.

 Ottimizzazione dell’accoglienza (diffusa e non concentrata) e dell’identificazione del richiedente asilo, da ogni punto di vista. Agevolazione della integrazione degli stranieri regolari, nel rispetto dell’identità culturale di ognuno, che può portare benefici a tutti. Fermo contrasto di ogni condotta in spregio della civile convivenza.

 Rafforzare l’integrazione culturale e religiosa nel reciproco rispetto, per una convivenza civile e pacifica. Garantire il controllo degli istituti di culto a beneficio della sicurezza pubblica.

 Abrogazione della legge regionale “antimoschee” criticata da tutte le undici confessioni religiose presenti in Lombardia, compresa la Diocesi di Milano, in quanto rende molto difficile la realizzazione di nuove attrezzature religiose, interferisce sulla autonomia dei Comuni e impedisce la costruzione di luoghi di culto ufficiali per la religione musulmana, molto più controllabili, secondo le forze dell’ordine e la magistratura, rispetto ai tanti luoghi di preghiera clandestini oggi presenti.

Sicurezza

La criminalità diffusa, aumentata negli ultimi anni, è anche quella soggettivamente più percepita dai cittadini e ciò non va sottovalutato perché essa direttamente aggredisce i beni personali.

La sensibilità e la partecipazione della comunità lombarda in materia di sicurezza negli ultimi anni si sono indebolite e vanno rivivificate. L’educazione di ogni cittadino alla legalità e al rispetto delle altrui prerogative costituisce, al di là di ogni pur imprescindibile intervento repressivo, il fondamento di quel controllo sociale diffuso che già in partenza può validamente prevenire gli atti in pregiudizio della sicurezza quotidiana di ognuno.

Cittadini stessi possono fungere da “punti-luce”, soprattutto se associati in attività continuative sul territorio, riconoscibili dagli abitanti dei rispettivi quartieri come presidio sociale per il fatto della loro sola presenza, passiva ma non ininfluente agli effetti della sicurezza.

Rivitalizzare la vita sociale soprattutto negli angoli degradati della città, riportando le persone nelle strade, scoraggia i malintenzionati assicurando migliori livelli di sicurezza a tutti.