Ambiente – Economia circolare – Gestione rifiuti

Economia circolare – Rifiuti – impiantistica e raccolta differenziata

La scarsità delle risorse naturali, la crescita della popolazione e dei consumi a livello mondiale, i gravi problemi di inquinamento che affliggono il nostro pianeta impongono un cambiamento di rotta. ènecessario passare da un’economia lineare basata sullo sfruttamento delle risorse naturali, sul consumo di materiali ed energia e sull’accumulo di scorie a un modello di economia circolare capace di rigenerarsi mantenendo una separazione tra i flussi di materiali biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera.

Le politiche di gestione dei rifiuti sono certamente cruciali per conseguire la circolarità dei flussi di materia ma non possono prescindere dall’integrazione in un sistema economico capace di ridurre progressivamente la produzione di rifiuti non riutilizzabili e di valorizzare i materiali post consumo. Di conseguenza un forte impegno sarà necessario sia per la riduzione dei rifiuti alla fonte, promuovendo la riprogettazione dei prodotti e dei servizi, sia per la valorizzazione della filiera del riciclo e del recupero di materia a valle della raccolta differenziata.

Nell’ambito della gestione dei rifiuti l’obiettivo “Rifiuti Zero” sarà perseguito attraverso l’applicazione delle migliori pratiche disponibili. L’efficacia della raccolta differenziata sarà massimizzata attraverso l’estensione del sistema porta a porta con sistemi di tariffazione puntuale volti a responsabilizzare la cittadinanza e premiare i comportamenti virtuosi. La conseguente riduzione dei quantitativi di rifiuti da avviare a smaltimento consentirà di attuare il progressivo abbandono della pratica dell’incenerimento.

Secondo le ricerche e le simulazioni effettuate da un gruppo di esperti che abbiamo consultato, si stima che la riconversione dell’economia lombarda in senso circolare abbia una potenzialità di creazione di circa 16.000 posti di lavoro aggiuntivi al 2030.

Sul fronte economico è possibile ipotizzare per la Lombardia una crescita economica pari a circa 5 miliardi di Euro conseguibili nell’arco di 10 anni attraverso l’attuazione di uno scenario di sviluppo teso a massimizzare l’efficienza del sistema economico lombardo e la sua progressiva evoluzione da “lineare” a “circolare”, con un incremento medio annuo di circa 500 milioni di Euro.

Energia

è nostra intenzione rivisitare il Piano Energetico Regionale e allinearlo al Piano Energetico Nazionale del MoVimento 5 Stelle che prevede una forte spinta verso il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia al fine di abbandonare le fonti fossili entro il 2050.

Le direttrici su cui si basano le ipotesi di evoluzione in ambito regionale possono essere riassunte nei seguenti punti fondamentali:

– forte riduzione dei consumi energetici complessivi;

– passaggio graduale al vettore energia elettrica in diversi settori e usi finali

– notevole incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili.

Al di là dei vantaggi ambientali che derivano dalla riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, l’aumento dell’efficienza energetica e l’utilizzo di energie rinnovabili consentono di abbattere i costi di approvvigionamento dei combustibili fossili liberando ingenti risorse economiche che possono essere più convenientemente investite negli interventi di efficientamento sul territorio: in altre parole, le risorse necessario per importare dall’estero petrolio e gas naturale, ad esempio, rimarranno sul territorio regionale sotto forma di investimenti creando opportunità di sviluppo per le imprese lombarde e nuova occupazione.

Efficientamento energetico

Per promuovere e agevolare il raggiungimento degli obiettivi prevediamo un importante piano di incentivi per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati e per la produzione di energia elettrica mediante impianti fotovoltaici: sono questi infatti gli ambiti che richiedono maggiori investimenti e che allo stesso tempo consentiranno grandi risparmi energetici ed economici e le maggiori ricadute occupazionali. Gli altri settori che beneficeranno della transizione energetica anche in termini occupazionali riguardano gli impianti solari termici, le pompe di calore, lo sfruttamento dei biocombustibili innovativi. Secondo le ricerche e le simulazioni effettuate da un gruppo di esperti che abbiamo consultato, la transizione energetica per l’abbandono delle fonti fossili in Regione Lombardia sarebbe in grado di produrre complessivamente un incremento occupazionale pari a circa 120.000 posti di lavoro al 2050.

Servizio Idrico Integrato

Intendiamo introdurre nel governo delle risorse idriche modelli di gestione pubblica e partecipata in attuazione dell’esito referendario del 2011. è necessario un cambiamento normativo anche a livello regionale, che segni una svolta radicale rispetto alle politiche che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione.

Per questi motivi intendiamo: affermare il riconoscimento del diritto all’acqua come diritto umano universale; salvaguardare le risorse idriche come bene comune pubblico indispensabile per tutte le specie viventi e per l’ecosistema; istituire forme e metodi di informazione, consultazione preventiva e partecipazione dei cittadini rispetto alle decisioni del governo regionale; introdurre criteri per il finanziamento del diritto all’acqua e per un uso responsabile delle risorse; ridefinire gli ambiti territoriali ottimali non più per confini amministrativi ma per bacini e sub bacini idrografici.

Aria

Occorre abbattere le emissioni degli impianti di riscaldamento degli edifici pubblici e privati favorendo la riqualificazione energetica, oggi perfettamente realizzabile con le tecniche disponibili, e agevolando nel contempo l’utilizzo di tecnologie di riscaldamento e fonti di energia rinnovabile a zero emissioni.

Parallelamente è necessario programmare la messa al bando degli impianti alimentati a gasolio, anche tramite forme di incentivazione alla sostituzione. La crescente diffusione dei sistemi di riscaldamento a biomasse solide, se da una parte contribuisce alla riduzione delle emissioni climalteranti, dall’altra merita particolare attenzione a causa delle significative emissioni inquinanti.

Trasporto sostenibile

Nell’ambito dei trasporti è fondamentale ridurre il traffico stradale e incentivare i comportamenti virtuosi principalmente secondo tre linee di azione:

– ampliando l’offerta e migliorando la qualità dei servizi di trasporto pubblico locale con l’obiettivo di renderli sempre più competitivi e appetibili rispetto al mezzo privato;

– promuovendo la creazione di zone pedonali di qualità e di reti di percorsi ciclabili sicuri, funzionali e realmente fruibili;

– agevolando la diffusione di un nuovo modello di mobilità basato sulla condivisione e sulla fruizione di servizi innovativi come ad esempio il car sharing, il bike sharing, il car pooling.

Sul versante dei mezzi privati (auto e moto) la graduale sostituzione deve essere razionalizzata e guidata attraverso una visione di lungo periodo che finora è mancata: è necessario programmare da subito i limiti alla circolazione che saranno progressivamente imposti ai veicoli inquinanti nei prossimi 15 anni in modo che cittadini e imprese possano tenerne conto nel momento in cui valutano l’acquisto di un veicolo.

Allo stesso tempo è necessario favorire la diffusione di veicoli a zero emissioni: nel processo di elettrificazione del parco circolante i veicoli commerciali e gli autobus meritano la priorità perché, grazie alle elevate percorrenze, il beneficio ambientale è elevato e il ritorno degli investimenti per l’acquisto di nuovi mezzi o per il retrofit elettrico può avvenire in tempi più brevi.

Inquinamento luminoso

L’inquinamento atmosferico è spreco di energia: di conseguenza comporta inutili emissioni inquinanti e climalteranti e un grande sperpero di denaro pubblico. Non solo: sulla base di un numero sempre crescente di studi scientifici, è ormai acclarato che l’eccessiva illuminazione notturna produce danni ambientali e perdita di biodiversità.

Nel contrasto all’inquinamento luminoso Regione Lombardia ha avuto un ruolo di avanguardia grazie alle norme approvate a partire dal 2000: tuttavia molto lavoro rimane ancora da fare per la protezione notturna dell’ambiente naturale.

E’ infatti necessario intensificare il contrasto all’inquinamento luminoso; inoltre la qualità e l’adeguatezza dell’illuminazione artificiale devono essere valutate su basi scientifiche e statistiche tenendo conto del reale rapporto costi/benefici sul piano ambientale, sociale ed economico.

Valutazione Impatto Ambientale

è necessario introdurre di forme di reale partecipazione da parte dei cittadini ai processi autorizzativi in ordine agli impatti ambientali.

Dissesto Idrogeologico

Vogliamo proteggere la Lombardia dai rischi del dissesto idrogeologico. Poiché la prevenzione è l’unico modo per ridurre i rischi legati al dissesto idrogeologico, è necessario effettuare importanti investimenti per la messa in sicurezza del territorio.