Ambiente – Risorse idriche

La situazione in cui versano i fiumi lombardi è allarmante sia per quanto riguarda i livelli di inquinamento delle acque sia per problemi di rischio idraulico.

Inoltre i fiumi e torrenti lombardi sono largamente sfruttati dal punto di vista idroelettrico con conseguenti impatti sull’ambiente e sul regime idrologico dei fiumi stessi. Le province lombarde con il maggior numero di grandi impianti ad uso idroelettrico sono rispettivamente quelle di Sondrio, Brescia e Bergamo.

Anche il fabbisogno idrico in agricoltura incide sulla quantità delle acque: il settore agricolo è il più idroesigente: tra le colture a più elevato consumo d’acqua si annoverano il granoturco, le foraggere e le ortive. Inoltre il mais è il cereale che occupa SAU maggiore in Lombardia.

L’agricoltura incide anche dal punto di vista qualitativo delle acque: le attività agricole di tipo intensivo provocano un inquinamento di tipo diffuso, legato all’utilizzo di fertilizzanti chimici e alla distribuzione sui terreni dei liquami prodotti dagli allevamenti. Scarichi industriali e criticità relative al sistema di depurazione e collettamento fognario, già oggetto di procedure di infrazioni europee incidono pesantemente sullo stato chimico e ecologico delle acque, impedendo il raggiungimento degli obiettivi di qualità prefissati.

La risorsa acqua è quindi troppo sfruttata in Lombardia, a scapito degli ecosistemi fluviali, dell’ambiente, della biodiversità nonché sulla fruizione turistica dei luoghi montani.

Sono vari gli obiettivi per un risanamento quali-quantitativo delle acque lombarde, la priorità deve essere quella di investire risorse economiche adeguate e un loro utilizzo razionale ed efficiente.

Rafforzare lo strumento del contratto di fiume (strumenti di programmazione negoziata basata sulla co-pianificazione, rivolti alla riqualificazione dei bacini fluviali, che riguarda tutti gli aspetti paesistico-ambientali del territorio includendo processi di natura idrogeologica e geomorfologica) che va tuttavia supportato con finanziamenti adeguati.

è poi importante che le risorse economiche destinate a progetti relativi alle infrastrutture di collettamento e impianti di trattamento siano indirizzate prioritariamente a interventi di risanamento del patrimonio infrastrutturale esistente, ad una separazione ottimale fra acque bianche e nere e solo in un secondo tempo, dopo attenta ricognizione, ad eventuali progetti di maggiore entità. Una rete efficiente è la conditio sine qua non per progettare infrastrutture nuove.

Maggiore attenzione nel rilascio delle autorizzazioni per gli scarichi industriali e un maggior controllo poi sugli scarichi in essere: la regione dovrà, se necessario, supportare le autorità competenti in questo senso.

è fondamentale che nell’ambito agricolo si mettano in campo azioni volte al risparmio idrico: il passaggio da metodi caratterizzati da elevate perdite d’acqua a metodi capaci di determinare la massima efficienza d’utilizzazione rappresenta una strategia indispensabile.

Un’agricoltura e allevamento sempre meno intensivi e orientati invece al metodo biologico ed estensivo è la strada da intraprendere anche per il miglioramento della qualità delle acque e limitare il più possibile il fenomeno dell’eutrofizzazione.

Importantissimo, poi, tra le misure finalizzate alla tutela quantitativa dei corpi idrici, il completamento del bilancio idrologico regionale e la sospensiva al rilascio di nuove concessioni di derivazione a scopo idroelettrico al fine di assicurare gli obiettivi di qualità e di conservazione della biodiversità.