Edilizia Residenziale Pubblica

La casa è un diritto

Come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani riconosce, l’abitazione è una componente indispensabile per garantire la salute ed il benessere degli individui.

La casa rappresenta quindi, un elemento di fondamentale importanza per le famiglie lombarde; tuttavia, negli ultimi decenni tale diritto/necessità si è scontrato con politiche, nazionali e regionali sulla casa, sfavorevoli allo sviluppo dell’Edilizia Residenziale Pubblica per le famiglie più disagiate. A queste vanno aggiunti gli effetti negativi prodotti dalla crisi economica e la progressiva precarizzazione del lavoro, che hanno ampliato nella popolazione lombarda l’area del disagio socio-economico coinvolgendo anche quella parte di popolazione un tempo non interessata dal disagio abitativo modificando la composizione e caratterizzazione dei nuclei familiari presenti nelle città lombarde.

Tali mutamenti hanno inciso profondamente anche sulla tipologia di inquilini che risiede o che necessita di accedere nelle “case popolari”; tutto ciò richiede una profonda variazione delle politiche abitative lombarde.

In questa situazione la “casa pubblica” deve ritornare ad essere un diritto per tutte le famiglie bisognose e un dovere della politica da garantire attraverso adeguate politiche pubbliche commisurate ai reali fabbisogni e ai cambiamenti sociali ed economici presenti.

No alle alienazioni

è indispensabile interrompere le politiche di alienazione del patrimonio abitativo pubblico. La vendita dovrà essere ammessa solo in casi estremi, ossia di effettiva razionalizzazione nella gestione (ad esempio per i condomini misti), applicando, comunque, un principio di compensazione che preveda l’immediata integrazione degli alloggi venduti attraverso nuove realizzazioni o acquisizioni.

Finanziamenti da Regione

La Regione Lombardia deve ritornare ad occuparsi prioritariamente delle case popolari, dei suoi abitanti e di tutti coloro che ne hanno necessità con un finanziamento di almeno l’1% del Bilancio e la precedenza di tutti i finanziamenti pubblici previsti per il settore casa all’Edilizia Residenziale Pubblica e alla sua corretta manutenzione e ristrutturazione necessari a questo patrimonio che, in molte situazioni, presenta elevati livelli di degrado edilizio.

Manutenzione e riqualificazione

Tali proposte richiederanno l’avvio di un piano per la manutenzione e riqualificazione dell’intero patrimonio pubblico ALER da predisporre solo dopo l’attenta analisi della reale consistenza patrimoniale (criticità e priorità). In secondo luogo, ogni sforzo finanziario dovrà trovare anche adeguate e immediate risposte all’elevata domanda di alloggi pubblici, incrementando l’offerta di alloggi disponibili (commisurati alla reale composizione dei nuclei familiari) attraverso interventi di recupero dello sfitto con l’immediata riassegnazione.

Controlli e lotta alle occupazioni abusive

Per tutelare i cittadini e le famiglie realmente bisognose non basta operare sul patrimonio edilizio, ma sarà necessario prevedere maggiori controlli sia sui requisiti di accesso, sia su quelli di permanenza e decadenza ed intervenire concretamente per contrastare l’occupazione illegittima di alloggi pubblici da parte di chi ha perso nel tempo i requisiti economici.

è indispensabile proseguire con la lotta al fenomeno delle occupazioni abusive la cui sola via è quella della tempestiva ristrutturazione ove necessaria e sollecita riassegnazione al nuovo affittuario e intervenire tempestivamente liberando gli alloggi occupati verificando caso per caso l’effettivo bisogno e operando con il passaggio da casa a casa con le assegnazioni in deroga che devono essere sufficienti a gestire l’emergenza che sarà azzerata attuando una seria politica che risponda alle reali necessità dei cittadini.

La lotta al racket delle occupazioni abusive deve essere non solo nota ma anche efficacemente sostenuta, essendo essa frutto dell’assenza di controllo del territorio e dell’efficiente gestione del patrimonio pubblico. Il ripristino di alcune figure professionali come il custode o l’attivazione di iniziative quali il “portierato sociale”, potranno fornire un contributo attivo alla lotta al degrado.

Registro dell’invenduto

Importante la creazione di un “Registro dell’invenduto/sfitto” in Lombardia per mappare locali ad uso abitativo o commerciale presenti sul territorio lombardo, sia pubblici che privati, per consentire successive valutazioni rispetto a convenzioni o accordi da stipulare per il recupero di tale patrimonio a fini abitativi.

Recupero ed efficientamento energetico

L’incremento dell’offerta abitativa dovrà essere garantito esclusivamente attraverso interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente (inutilizzato e sottoutilizzato), con processi di rigenerazione del costruito che abbiano anche il fine di migliorare le prestazioni funzionali, energetiche e ambientali degli immobili. Questo tipo di iniziative richiederà una maggiore interazione e integrazione sia con le politiche urbanistiche (leggi, regolamenti e strumenti della pianificazione), sia con quelle legate alla mobilità (soprattutto in relazione alla mobilità sostenibile e collettiva).

Revisione della Legge Regionale e nazionale

Tutte queste iniziative richiederanno azioni importanti anche sul fronte normativo e procedurale per cui un passaggio importante consisterà nella revisione sostanziale della vigente Legge Regionale sui Servizi Abitativi Pubblici approvata dalla maggioranza uscente rivedendo, ad esempio, i criteri di accesso e permanenza negli alloggi per meglio favorire le famiglie interessate da reale disagio economico, familiare ed abitativo.

Inoltre sarà necessario prevedere il rafforzamento del ruolo di controllo di Regione Lombardia nell’attività di indirizzo, gestione e controllo sull’operato delle ALER Lombarde, viste le gravi inefficienze che si sono riscontrate negli ultimi anni eliminando però la gestione clientelare che ha inserito e mantenuto nei ruoli apicali persone scelte su base politica e non di merito.

Al tempo stesso le ALER, sempre nell’ottica di una riforma sostanziale della Legge regionale, dovranno tornare ad essere enti pubblici regionali non di natura economica, per rafforzarne la finalità sociale incrementando la trasparenza nella gestione ordinaria dell’Azienda.

Il Movimento 5 Stelle si attiverà anche attraverso i propri parlamentari per una modifica della politica della casa a livello nazionale.