Porte chiuse per il Movimento 5 Stelle all’Ospedale di Morbegno!

Porte chiuse per il Movimento 5 Stelle all’Ospedale di Morbegno!

Porte chiuse per il Movimento 5 Stelle all’Ospedale di Morbegno. Neanche in Corea del Nord arrivano a tanto.

Per Fontana leghista porte aperte e tappeto rosso al San Matteo, mentre io avevo chiesto di visitare l’ospedale di Morbegno e i suoi reparti, con dieci giorni di anticipo sulla data della maratona elettorale ma la direzione generale con delle scuse mi ha proposto di visitare solo gli uffici.

È scandaloso che un consigliere regionale, candidato alla presidenza della Lombardia sia stato tenuto alla porta.

Il problema è grave e diffuso nella Sanità Lombarda, monopolizzata dai partiti grazie alle nomine politiche. Abbiamo dirigenti che prendono super premi nonostante i buchi di bilancio che lasciano.

I dirigenti della sanità, nella speranza di essere rinominati, si inginocchiano davanti a chi governa la Regione.

Gli appelli dei politici su Aler lasciano tempo che trovano, solo noi abbiamo in mente un piano concreto per il risanamento!

Gli appelli dei politici su Aler lasciano tempo che trovano, solo noi abbiamo in mente un piano concreto per il risanamento!

Su Aler gli appelli dei politici alla collaborazione lasciano il tempo che trovano. Sono anni che le Istituzioni collaborano solo per dare poltrone nell’ente agli amici degli amici, e il risultato è che ALER Milano è un cumulo di macerie, un disastro che ha pochi precedenti nella storia della pubblica amministrazione.

Abbiamo le idee chiarissime sul rilancio dell’edilizia pubblica popolare: vogliamo fare un’attenta analisi della consistenza patrimoniale e delle priorità per poter così avviare di un piano straordinario per la manutenzione e la riqualificazione dell’intero patrimonio.

Ogni investimento in edilizia pubblica dovrà corrispondere a un vero incremento nell’offerta di alloggi, anche con interventi di recupero e l’immediata assegnazione dello sfitto.

Abbiamo anche pronto anche un giro di vite per rivoluzionare la governance: Aler così come è gestita non sta in piedi.

Costruiamo la felicità che ci meritiamo: buon 2018!

Costruiamo la felicità che ci meritiamo: buon 2018!

Gli ultimi giorni dell’anno non sono solo giorni di preparativi per una festa. Sono sempre stati anche un momento in cui raccogliere le forze, tirare le somme di quello che siamo riusciti a fare fin qui e concentrarci per ripartire dando il meglio di noi nel nuovo anno.

Rendere speciale questo 2018 dipende solo da noi. I tempi sono cambiati, non possiamo più aspettare che qualcuno decida cosa è meglio per noi e come dovrà andare la nostra vita. Questo vale per tutti i livelli della nostra esistenza, da quello personale a quello politico.

A livello personale so che dovrò fare ogni sforzo possibile per essere vicino alla mia famiglia, nonostante gli impegni che si moltiplicano. Ho due figli e una moglie meravigliosi che meritano tutta la mia attenzione, perché sono loro i primi che non voglio lasciare indietro.

E poi ci sono i cittadini lombardi a cui, candidandomi alle elezioni regionali come Presidente, ho fatto una promessa: ascoltarli, stare in mezzo a loro, portare le loro richieste al centro dell’attenzione delle istituzioni.

L’anno nuovo si apre con una grande sfida per tutti noi: diventare protagonisti di un cambiamento che porterà più benessere a tutti. Piu attenzione ai malati, più respiro alle piccole imprese, più speranza alle famiglie, l’orgoglio di lavorare insieme per questa Lombardia che è più di una Regione, è una grande comunità di persone per bene.

Questo è il mio augurio per tutti noi: che nel 2018 possiamo costruire insieme la felicità che ci meritiamo.
Buon anno a 5 Stelle!

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Da Mantova, uno splendido territorio dimenticato!

Da Mantova, uno splendido territorio dimenticato!

Oggi siamo nel mantovano, dove i temi principali sono quelli legati all’agricoltura, vocazione principale di queste splendide terre. Qui il problema, come testimoniato dai lavoratori delle varie aziende agricole che abbiamo incontrato, è la lontananza dai palazzi delle istituzioni e il senso di abbandono che ne consegue. Chi ci governa lo fa senza conoscere le peculiarità dei territori: è inaccettabile che in questa zona, caratterizzata da grandi allevamenti e pianeggianti colture a cereali, e nei terrazzamenti ai piedi delle montagne valtellinesi si adotti lo stesso Piano di Sviluppo Rurale.

La nostra Regione è stata miope per troppo tempo, lo dimostrano i provvedimenti che ha adottato, che cercano di uniformare le pratiche in una terra che uniforme non è, e che anzi è caratterizzata da grandi diversità fisiche e socio-economiche. Le politiche regionali avrebbero dovuto tenere conto di queste differenze, invece le priorità della nostra regione sono state ignorate. 

La voglia di cambiare è tanta, lo dimostra la grande partecipazione dei cittadini ai nostri incontri, una maratona fra i territori lombardi in cui  raccogliamo le istanze locali e illustriamo i punti del nostro programma, scritto con i cittadini e per i cittadini.

E’ arrivato il momento di cambiare, di dare risposte concrete e una programmazione strutturale a tutti i territori della Lombardia!

Strade lombarde in condizioni pessime.

Strade lombarde in condizioni pessime.

Non ci crederete ma, mentre ero sul Ponte della Becca per portarvi la testimonianza delle pessime condizioni in cui versa (guardate ultimo video sulla pagina), due ragazze hanno bucato a causa delle voragini presenti sull’asfalto. Io e il mio staff gli abbiamo dato una mano, come avrebbero fatto tutti penso. Quello che mi sta a cuore ricordare però (lo avevo detto pochi minuti prima nel video) è che Regione Lombardia deve puntare alla manutenzione e alla riqualificazione della strade esistenti e smetterla di investire centinaia di milioni su grandi infrastrutture inutili, che poi rimangono vuote. Dobbiamo cambiare visione, andare incontro ai reali bisogni della popolazione e puntare su piccole opere utili. Vale per i ponti del pavese, per quello di Casalmaggiore a Cremona e così via. Anche perchè il disinteresse verso queste infrastrutture lo pagano i cittadini di tasca propria, chiedere a queste due ragazze: giornata rovinata e soldi per sistemare il cerchio dell’auto.

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la Lega toglie il Nord dal simbolo, alla montagna ci penserà il M5S.

la Lega toglie il Nord dal simbolo, alla montagna ci penserà il M5S.

“La Lega toglie il Nord dal suo simbolo, alla montagna ci penserà il M5S. Questi territori sono stati abbandonati dai partiti perché per loro conta solo il numero di voti. Regione Lombardia è assente e un quartiere popoloso di una città è più finanziato di un’intera valle che lavora duro e sta in piedi solo grazie ai sacrifici di chi ci vive. Riportare al centro i territori è un obiettivo del nostro programma elettorale”, così Dario Violi il candidato Presidente della Regione Lombardia del M5S, che sta concludendo con la tappa di Sondrio la maratona elettorale in Valtellina.

In mattinata Violi ha discusso di Sanità e politiche sociali confrontandosi con il comitato popolare “Salviamo la sanità alpina” . Per Violi “C’è una situazione di grave emergenza, l’offerta di servizi sanitari alla popolazione è stata depotenziata. E’ assurdo affidare la Sanità al soccorso del volontariato come ha fatto Maroni: tutti la paghiamo e il mio impegno è quello di garantire l’accesso alle cure e un’assistenza pubblica di livello a tutti i cittadini, anche quelli che vivono in territori difficili”.

L’Agricoltura e le Foreste sono state oggetto dell’incontro a Talamona con Coldiretti, Confagricoltura, APAS, CIA, IFSOL, Consorzi e istruttori forestali. Per il candidato del M5S: “C’è bisogno nell’immediato di sgravi burocratici e supporto diretto agli agricoltori per favorire le loro capacità di innovazione. Nel nostro programma anche l’aumento di estensione delle aree a parco: hanno una ricaduta diretta sulle economie di zona grazie al turismo”.

A Sondrio, a  breve, si discuterà di Trasporti e infrastrutture“Treni soppressi e roghi sui vagoni: i cittadini di Sondrio e della sua provincia sono costretti a spostarsi su carri buoi. Su questo l’attività del M5S sarà molto concreta: va ampliata l’offerta e la qualità dei servizi di trasporto pubblico. Come?
Esercitando davvero il ruolo di programmazione, regolamentazione e controllo dei servizi ferroviari regionali con la revisione totale della governance dell’azienda  e controlli strutturati e strutturali su di un servizio che è ormai fuori dal controllo pubblico”.

Nel corso della giornata Violi ha visitato alcune realtà imprenditoriali:  il consorzio Melavì, un’azienda agricola di montagna a Talamona, un consorzio di produttori di miele e la casa vinicola Pietro Nera di Chiuro.

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Te lo puoi scordare il posto da assessore se non ci voti il nostro odg sull’autonomia!

Così il capogruppo della Lega ha chiuso il Consiglio di oggi, svelando la promessa di una poltrona per il Nuovo Centro Destra (Parolini) in cambio del loro voto su un documento leghista che chiede lo statuto speciale per Regione Lombardia. Praticamente l’autonomia di 10 milioni di lombardi è merce di scambio all’interno del Palazzo (e vale una sola poltrona??). Questa è la maggioranza: la Lega che ha bisogno del riciclato feticcio dell’autonomia per fini elettorali e Ncd mai sazio di poltrone.

Sul tema il M5S proporrà un referendum, per far sì che siano i cittadini a decidere del loro futuro, non i soliti quattro accattoni di poltrone.

Nel frattempo è arrivata la nota della Corte dei Conti che considera soddisfacenti i nostri chiarimenti sulle spese per i boccioni dell’acqua dei nostri dipendenti. Tutto regolare, nulla da nascondere. Vediamo se i giornali che con tanto zelo avevano parlato della vicenda, con altrettanta accortezza ne pubblicheranno l’esito.

Giornalettismo e la questione vaccini

Giornalettismo.com, sito che non perde un’occasione per disinformare sul Movimento 5 Stelle, pubblica un “articolo” molto critico verso la proposta di legge, che mi vede come primo firmatario, per l’eliminazione dell’obbligo di vaccinazione pediatrica in Lombardia.

Mazzetta, così si firma l’autore, scrive: “una proposta di legge che presta il fianco alle credenze di quanti ritengono i vaccini inutili e pericolosi, credenza alimentata da una serie di bufale diffuse negli anni e dallo stesso circuito di gente che generalmente teme le scie chimiche e coltiva altre paranoie assortite e che all’interno del M5S è vagamente rappresentata”.

L’articolo rincara la dose: la proposta di legge sarebbe bizzarra, irresponsabile, criminale, in malafede e darebbe voce a credenze truffaldine. Non mancano gli scenari apocalittici all’eventuale approvazione della proposta: “nella aree dove la vaccinazione non è obbligatoria e dove molti condividono queste bizzarre credenze si sono già verificate epidemie mortali di malattie altrimenti innocue, come il morbillo, che di recente ha fatto strage diffondendosi ovviamente nelle comunità prive di protezione immunitaria”. La proposta infine darebbe voce all’isteria anti vaccino e alle “bufale strillate di sedicenti paladini del popolo, nemici del grande complotto della case farmaceutiche”.

Evidentemente quanto pubblicato non è “giornalismo” ma ben più banale “giornalettismo” e l’autore, senza fornire alcuna fonte a supporto, si limita a riportare proprie quanto opinabili opinioni.

Premetto che la proposta non è una mia invenzione, ma fa parte del programma sanità del M5S per le elezioni regionali del 2013, e che quindi io in quanto portavoce mi sono premurato di tradurla in progetto di legge. Ci tengo anche a sottolineare che tale parte di programma è stata studiata e redatta da medici e non da teorici delle scie chimiche. Proprio il fatto che l’autore scada nel paragonare un tema tanto serio, per il quale si richiede l’avvio di un dibattito cosciente, alle teorie delle scie chimiche mi fa pensare che sia lui ad essere in malafede e a volersi erigere a “sedicente paladino” di una qualche corrente favorevole al mantenimento dello status quo. Lui e chi per lui hanno forse paura del dibattito?

Ero consapevole che la mia proposta avrebbe generato sostenitori e oppositori e, seppure questi ultimi si siano spesso espressi con una raffica di insulti, sono contento del fatto che il dibattito sia iniziato e sarà mia responsabilità promuoverlo a livello accademico, affinché i cittadini possano avere le idee chiare e non essere spaventati da teorie apocalittiche.

Il progetto di legge, diversamente da come molti detrattori sostengono, non prevede la sospensione della somministrazione dei vaccini, bensì l’eliminazione dell’obbligo, prevedendo un’informazione libera e consapevole, e mantiene la gratuità per chi decide di somministrare i vaccini ai propri figli.

Il progetto non è figlio di teorie antivaccinali o complottiste contro le case farmaceutiche e i nuovi ordini mondiali. Chi mi conosce sa benissimo che non mi faccio portatore di teorie campate per aria, ma non sopporto nemmeno chi difende a spada tratta lo status quo in modo persino aggressivo e violento, scraggiando il dibattito e la possibilità di far conoscere ai cittadini questioni mai discusse.

Aggiungo un paio di fatti:

1) Il Veneto ha sospeso l’obbligo vaccinale per l’età evolutiva nel 2007 (legge regionale n. 7 del 23 marzo 2007)

2)  Su 29 Paesi europei (27 dell’Unione europea, più Islanda e Norvegia) 15 nazioni non hanno alcuna vaccinazione obbligatoria.

3) L’Italia è tra i cinque Paesi europei (gli altri sono Francia, Grecia, Portogallo, Belgio) in cui resiste l’obbligo vaccinale e, insieme alla Francia, quello in cui il numero di vaccinazioni obbligatorie è più alto (quattro).

4) La nostra politica di contrasto delle malattie infettive deve confrontarsi con una situazione scientifica, culturale e sociale radicalmente mutata rispetto al momento storico dell’introduzione dell’obbligo.

5) In Italia è già stato avviato un percorso di progressiva abolizione dell’obbligo con la precisazione da parte del ministero della Pubblica Istruzione che la mancata produzione del certificato vaccinale non può pregiudicare la frequenza scolastica.

6) L’obbligo di legge per i neonati riguarda difterite, tetano, poliomelite, epatite b. Ma nella dose più diffusa (spesso l’unica disponibile) ci sono gli antigeni per altre due malattie infettive. In pratica vengono somministrati 6 vaccini nonostante gli obbligatori siano 4. A pagarli è sempre il Sistema Sanitario Nazionale.