Sperimentazione dei mezzi pubblici GRATIS per abbattere l’inquinamento in Lombardia

Sperimentazione dei mezzi pubblici GRATIS per abbattere l’inquinamento in Lombardia

Avvieremo la sperimentazione di mezzi pubblici gratis nelle città lombarde che superano i limiti. La Lombardia non respira e sono necessarie misure drastiche.
I mezzi pubblici gratis non sono un’utopia, in Germania per evitare un’infrazione europea che potrebbe arrivare anche all’Italia e costare oltre 1 miliardo di euro, si discute di testare i biglietti gratis per i mezzi in cinque città. A Parigi i mezzi pubblici sono stati resi gratuiti, contestualmente a restrizioni sulla circolazione dei mezzi privati, nel 2016 in una settimana di picco d’inquinamento. Questo modello è interessante e replicabile. Si potrebbe partire con la sperimentazione in città da allarme rosso come Cremona con 105 giorni oltre il limite di polveri sottili, Pavia con 101, Milano con 97 e Bergamo con 70 giorni di sforamento. L’inquinamento dell’aria è un’emergenza regionale.
Ovviamente le risorse dei Comuni andranno integrate da risorse nazionali e regionali, che ci sono ma vengono spese male, e con politiche di riduzione delle emissioni a tutto campo come interventi di efficientamento energetico degli edifici privati e pubblici, la progressiva dismissione degli impianti di riscaldamento a gasolio e il potenziamento dei mezzi pubblici. Migliaia di lombardi sono costretti a prendere l’auto per la qualità pessima del servizio di trasporto pubblico soprattutto dalle province alle città che noi intendiamo rafforzare e migliorare con investimenti massicci.
In Lombardia due ultimatum sull’inquinamento atmosferico sono già arrivati dall’Europa. A inizio anno la Commissione, ancora una volta, ha esortato l’Italia ad adottare misure contro l’emissione di polveri sottili.
I politici per risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria confidano nelle piogge. Per il M5S la salute dei cittadini non può dipendere dalle condizioni del meteo.

Stamattina ai microfoni di RTL ho parlato di trasporti, EMA, sicurezza e immigrazione a Milano

Stamattina ai microfoni di RTL ho parlato di trasporti, EMA, sicurezza e immigrazione a Milano

Stamattina sono stato invitato ai microfoni di Non stop news, su RTL 102.5.

Ho parlato di tanti temi, dal ricorso per portare Ema a Milano, che apre uno spiraglio per avere l’Agenzia Europea del Farmaco in Italia ma che, come spesso è accaduto con le iniziative degli ultimi governi, è arrivato troppo tardi, al nostro trasporto pubblico locale, caratterizzato da infrastrutture insufficienti e, nel caso della Lombardia, inadeguate per una regione che vorrebbe viaggiare di pari passo con le aree più avanzate d’Europa.

Ho voluto però affrontare anche un altro argomento che mi sta a cuore, e che spesso viene sconsideratamente chiamato in causa anche da Fontana e dalla Lega: quello della sicurezza e del degrado nelle nostre grandi città. Lo sapete qual è l’ultimo paradosso del candidato del centrodestra? Sostenere di voler mandare via 100 mila immigrati quando la sua coalizione ha lavorato attivamente per svuotare il quartiere storico di Città studi a Milano, spostandolo in area Expo, che è il modo migliore per portare il degrado in città: privare questa borgata del suo ruolo storico significa infatti farla diventare un dormitorio per disperati – con tutti i problemi di sicurezza annessi e connessi.

La verità è che con la Lega l’immigrazione rimarrà un fenomeno fuori controllo, così potranno continuare a sfruttarlo per fare campagna elettorale.

 

Sono andato in provincia di Varese a parlare di ambiente, agricoltura e trasporti

Sono andato in provincia di Varese a parlare di ambiente, agricoltura e trasporti

Sono andato a Varese, facendo tappa all’inceneritore Accam di Busto Arsizio, che rientra nella categoria di impianti meno efficienti sotto il profilo ambientale, per il quale abbiamo sempre chiesto il decomissioning, ovvero la graduale dismissione dell’impianto.

Ma il Varesotto non deve diventare famoso solo per gli esempi di cattiva gestione del territorio, anzi noi speriamo che succeda il contrario, tanto più che realtà innovative e che mettono la persona, il suo benessere e la sua salute, al centro qui già esistono.

Ne è un buon esempio la Cooperativa sociale agricola Burattana, che si occupa di produzione agricola biologica e biodinamica sui terreni demaniali di Busto Arsizio, nonchè del recupero sociale di persone che si trovano in situazioni problematiche.

Qui sotto potete trovare il video che abbiamo realizzato lì.

 

In diretta dalla cooperativa sociale agricola Burattana di Busto Arsizio. Ascoltate con me il racconto di Paolo!#Maratona5Stelle #Varese

Pubblicato da Dario Violi su Mercoledì 31 gennaio 2018

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Mi sono anche confrontato con i pendolari alla stazione di Busto Arsizio. Ovunque vado ascolto sempre le stesse problematiche: treni in ritardo e poca sicurezza, in particolare nelle ore serali. Ora è evidente che la “soluzione” attuata dall’Assessore ai trasporti Sorte delle guardie giurate sui treni, che non possono intervenire in casi di emergenza, è stata solo uno specchietto per le allodole buona per avere qualche titolo sul giornale, ma nei fatti niente è cambiato.Parliamoci chiaramente. La giunta Maroni ha polverizzato oltre 2 milioni di euro di soldi dei lombardi con le assunzioni di 150 “assistenti alla clientela” spacciati per vigilantes, come smascherato un anno fa dal M5S con una serie di interrogazioni.

Noi abbiamo le idee chiare sulla sicurezza, non sono soluzioni spot ma un vero piano di PREVENZIONE che parte da:
Noi abbiamo le idee chiare sulla sicurezza, non sono soluzioni spot ma un vero piano di PREVENZIONE che parte da:

– ricognizione dei treni più disastrati, circolanti semivuoti su linee a rischio e lungo stazioni non presidiate, nelle fasce notturne e pomeridiane di scarsa frequentazione;

– chiusura delle carrozze, concentrando l’utenza in poche carrozze di testa;

– rinnovo del materiale rotabile, posizionando telecamere e dispositivi di allarme all’interno delle carrozze;

– stazione vive e non in stato di abbandono e degrado, senza biglietterie e sale d’attesa, cosa che purtroppo le espone ad atti di vandalismo, spaccio e degrado.

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Non lasciamo gestire i fondi europei a chi vuole terminare Pedemontana. Il M5S finanzierà il trasporto pubblico in Lombardia

Non lasciamo gestire i fondi europei a chi vuole terminare Pedemontana. Il M5S finanzierà il trasporto pubblico in Lombardia


Ieri mattina insieme ai miei colleghi europarlamentari Eleonora Evi e Marco Valli, ho incontrato a Bruxelles Mikolaj Dowgielewicz, Direttore generale e Rappresentante permanente della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Nicola De Michelis, capo di gabinetto del Commissario europeo per le Politiche regionali, Corina Cretu.

Rispetto alle regioni europee che corrono per davvero, la Lombardia ha rallentato molto, ha il freno a mano tirato, come ci è stato confermato in Commissione Europea. Formigoni e Maroni che per anni si sono riempiti la bocca di eccellenza, confrontando la Lombardia con la Calabria, e non con aree storicamente più dinamiche, sono stati un intralcio allo sviluppo della nostra regione.

La Lombardia arranca e per questo nei prossimi anni ci saranno più fondi europei da gestire: lasciarli ancora nelle mani di chi ci ha portato a questo punto sarebbe un suicidio. Noi siamo in grado di negoziare i finanziamenti perché finiscano davvero in investimenti con un ritorno concreto e possano alleggerire i problemi dei cittadini, a cominciare dal trasporto pubblico.

La BEI ha espresso interesse e disponibilità verso investimenti sul ferro e sul trasporto pubblico locale lombardo. In questi anni hanno finanziato opere autostradali come Brebemi, Teem. Su Pedemontana inoltre, la BEI manderà a breve alla società una richiesta di approfondimento sulla sostenibilità finanziaria del progetto, le cui prospettive non sono rosee. Maroni, Fontana e Gori dovrebbero mettersi l’anima in pace su quest’opera inutile che fa acqua da tutte le parti.

In Europa comunque non esiste nessun ostacolo a orientare la spesa regionale in altre direzioni. In Emilia Romagna per esempio si stanno finanziando nuovi treni e materiale rotabile, ma dalla Lombardia non è pervenuta nessuna richiesta, nemmeno interlocutoria. Viene da chiedersi se nel luglio scorso l’Assessore Sorte abbia davvero acquistato nuovi treni per 1,6 miliardi di euro, o se ha solo fatto finta.

Il confronto a Bruxelles è stato positivo, il programma regionale di investimenti del Movimento 5 Stelle oltre che innovativo è concreto e in linea con gli obiettivi UE e cioè occupazione, crescita, miglioramento dell’ambiente e mobilità sostenibile. Se nulla è stato fatto fino ad ora su questi temi è a causa delle scelte scellerate di chi ha governato la Lombardia.

Non lasciamo gestire i fondi europei a chi vuole terminare Pedemontana. Il M5S finanzierà il trasporto pubblico in Lombardia.

Questa mattina insieme ai miei colleghi europarlamentari Eleonora Evi e Marco Valli, ho incontrato a Bruxelles Mikolaj Dowgielewicz, Direttore generale e Rappresentante permanente della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Nicola De Michelis, capo di gabinetto del Commissario europeo per le Politiche regionali, Corina Cretu.

Rispetto alle regioni europee che corrono per davvero, la Lombardia ha rallentato molto, ha il freno a mano tirato, come ci è stato confermato in Commissione Europea. Formigoni e Maroni che per anni si sono riempiti la bocca di eccellenza, confrontando la Lombardia con la Calabria, e non con aree storicamente più dinamiche, sono stati un intralcio allo sviluppo della nostra regione.

La Lombardia arranca e per questo nei prossimi anni ci saranno più fondi europei da gestire: lasciarli ancora nelle mani di chi ci ha portato a questo punto sarebbe un suicidio. Noi siamo in grado di negoziare i finanziamenti perché finiscano davvero in investimenti con un ritorno concreto e possano alleggerire i problemi dei cittadini, a cominciare dal trasporto pubblico.

La BEI ha espresso interesse e disponibilità verso investimenti sul ferro e sul trasporto pubblico locale lombardo. In questi anni hanno finanziato opere autostradali come Brebemi, Teem. Su Pedemontana inoltre, la BEI manderà a breve alla società una richiesta di approfondimento sulla sostenibilità finanziaria del progetto, le cui prospettive non sono rosee. Maroni, Fontana e Gori dovrebbero mettersi l’anima in pace su quest’opera inutile che fa acqua da tutte le parti.

In Europa comunque non esiste nessun ostacolo a orientare la spesa regionale in altre direzioni. In Emilia Romagna per esempio si stanno finanziando nuovi treni e materiale rotabile, ma dalla Lombardia non è pervenuta nessuna richiesta, nemmeno interlocutoria. Viene da chiedersi se nel luglio scorso l’Assessore Sorte ha davvero acquistato nuovi treni per 1,6 miliardi di euro, o se solo ha fatto finta.

Il confronto a Bruxelles è stato positivo, il programma regionale di investimenti del M5S oltre che innovativo e concreto è in linea con gli obiettivi UE e cioè occupazione, crescita, miglioramento dell’ambiente e mobilità sostenibile. Se nulla è stato fatto fino ad ora su questi temi è a causa delle scelte scellerate di chi ha governato la Lombardia.

Pubblicato da Dario Violi su Martedì 30 gennaio 2018