Trenord: gestione che mette in pericolo la vita di chi viaggia. Farisè deve dimettersi

Trenord: gestione che mette in pericolo la vita di chi viaggia. Farisè deve dimettersi

Farisè deve dimettersi immediatamente e senza un euro di buon uscita, non è all’altezza. Questa gestione mette a rischio la vita dei lombardi.

Le notizie che escono oggi su Business Insider non sono certo una novità per il Movimento 5 Stelle che denuncia ormai da anni la mancanza di manutenzione, il mancato rispetto degli orari di lavoro, gli sprechi e la mancata trasparenza nella gestione.

Nemmeno il Titanic è stato guidato con tanta incapacità. Farisè è l’ultimo fallimento del governo Maroni e del centro destra. Dov’era Regione Lombardia mentre l’Ad regalava premi a destra e a manca? Questi soldi, che sono soldi dei cittadini, gli stessi cittadini che viaggiano su carri bestiame ogni giorno, devono essere restituiti fino all’ultimo centesimo.

Il 4 marzo abbiamo l’occasione per cambiare questa gestione, per mandare a casa chi non ha mai avuto a cuore il trasporto pubblico. Il Movimento 5 Stelle al governo della Lombardia metterà sui treni le risorse che fino a oggi sono state destinate ad autostrade devastanti e inutili. Ma questi investimenti devono essere amministrati da persone competenti e con la totale trasparenza che solo il M5S può garantire ai cittadini lombardi.

Per questo motivo abbiamo deciso di lanciare l’iniziativa “Più treni, meno carri bestiame“, in cui attivisti e militanti del Movimento 5 Stelle distribuiranno il volantino che vedete in quest’articolo e che potete scaricare a questo link nelle stazioni lombarde e ai banchetti da qui alla chiusura della campagna elettorale. Nel volantino si legge: “Solo il Movimento 5 Stelle denuncia da anni i mancati controlli, le irregolarità e la mancanza di trasparenza nella gestione. Non possiamo lasciare l’incolumità dei pendolari lombardi in mano a questi incompetenti che pensano solo a prendersi premi in denaro totalmente immeritati. Devono andare a casa tutti. E senza un euro di buona uscita!”

 

Non lasciamo gestire i fondi europei a chi vuole terminare Pedemontana. Il M5S finanzierà il trasporto pubblico in Lombardia

Non lasciamo gestire i fondi europei a chi vuole terminare Pedemontana. Il M5S finanzierà il trasporto pubblico in Lombardia


Ieri mattina insieme ai miei colleghi europarlamentari Eleonora Evi e Marco Valli, ho incontrato a Bruxelles Mikolaj Dowgielewicz, Direttore generale e Rappresentante permanente della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Nicola De Michelis, capo di gabinetto del Commissario europeo per le Politiche regionali, Corina Cretu.

Rispetto alle regioni europee che corrono per davvero, la Lombardia ha rallentato molto, ha il freno a mano tirato, come ci è stato confermato in Commissione Europea. Formigoni e Maroni che per anni si sono riempiti la bocca di eccellenza, confrontando la Lombardia con la Calabria, e non con aree storicamente più dinamiche, sono stati un intralcio allo sviluppo della nostra regione.

La Lombardia arranca e per questo nei prossimi anni ci saranno più fondi europei da gestire: lasciarli ancora nelle mani di chi ci ha portato a questo punto sarebbe un suicidio. Noi siamo in grado di negoziare i finanziamenti perché finiscano davvero in investimenti con un ritorno concreto e possano alleggerire i problemi dei cittadini, a cominciare dal trasporto pubblico.

La BEI ha espresso interesse e disponibilità verso investimenti sul ferro e sul trasporto pubblico locale lombardo. In questi anni hanno finanziato opere autostradali come Brebemi, Teem. Su Pedemontana inoltre, la BEI manderà a breve alla società una richiesta di approfondimento sulla sostenibilità finanziaria del progetto, le cui prospettive non sono rosee. Maroni, Fontana e Gori dovrebbero mettersi l’anima in pace su quest’opera inutile che fa acqua da tutte le parti.

In Europa comunque non esiste nessun ostacolo a orientare la spesa regionale in altre direzioni. In Emilia Romagna per esempio si stanno finanziando nuovi treni e materiale rotabile, ma dalla Lombardia non è pervenuta nessuna richiesta, nemmeno interlocutoria. Viene da chiedersi se nel luglio scorso l’Assessore Sorte abbia davvero acquistato nuovi treni per 1,6 miliardi di euro, o se ha solo fatto finta.

Il confronto a Bruxelles è stato positivo, il programma regionale di investimenti del Movimento 5 Stelle oltre che innovativo è concreto e in linea con gli obiettivi UE e cioè occupazione, crescita, miglioramento dell’ambiente e mobilità sostenibile. Se nulla è stato fatto fino ad ora su questi temi è a causa delle scelte scellerate di chi ha governato la Lombardia.

Non lasciamo gestire i fondi europei a chi vuole terminare Pedemontana. Il M5S finanzierà il trasporto pubblico in Lombardia.

Questa mattina insieme ai miei colleghi europarlamentari Eleonora Evi e Marco Valli, ho incontrato a Bruxelles Mikolaj Dowgielewicz, Direttore generale e Rappresentante permanente della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Nicola De Michelis, capo di gabinetto del Commissario europeo per le Politiche regionali, Corina Cretu.

Rispetto alle regioni europee che corrono per davvero, la Lombardia ha rallentato molto, ha il freno a mano tirato, come ci è stato confermato in Commissione Europea. Formigoni e Maroni che per anni si sono riempiti la bocca di eccellenza, confrontando la Lombardia con la Calabria, e non con aree storicamente più dinamiche, sono stati un intralcio allo sviluppo della nostra regione.

La Lombardia arranca e per questo nei prossimi anni ci saranno più fondi europei da gestire: lasciarli ancora nelle mani di chi ci ha portato a questo punto sarebbe un suicidio. Noi siamo in grado di negoziare i finanziamenti perché finiscano davvero in investimenti con un ritorno concreto e possano alleggerire i problemi dei cittadini, a cominciare dal trasporto pubblico.

La BEI ha espresso interesse e disponibilità verso investimenti sul ferro e sul trasporto pubblico locale lombardo. In questi anni hanno finanziato opere autostradali come Brebemi, Teem. Su Pedemontana inoltre, la BEI manderà a breve alla società una richiesta di approfondimento sulla sostenibilità finanziaria del progetto, le cui prospettive non sono rosee. Maroni, Fontana e Gori dovrebbero mettersi l’anima in pace su quest’opera inutile che fa acqua da tutte le parti.

In Europa comunque non esiste nessun ostacolo a orientare la spesa regionale in altre direzioni. In Emilia Romagna per esempio si stanno finanziando nuovi treni e materiale rotabile, ma dalla Lombardia non è pervenuta nessuna richiesta, nemmeno interlocutoria. Viene da chiedersi se nel luglio scorso l’Assessore Sorte ha davvero acquistato nuovi treni per 1,6 miliardi di euro, o se solo ha fatto finta.

Il confronto a Bruxelles è stato positivo, il programma regionale di investimenti del M5S oltre che innovativo e concreto è in linea con gli obiettivi UE e cioè occupazione, crescita, miglioramento dell’ambiente e mobilità sostenibile. Se nulla è stato fatto fino ad ora su questi temi è a causa delle scelte scellerate di chi ha governato la Lombardia.

Pubblicato da Dario Violi su Martedì 30 gennaio 2018

Vogliamo che la maggior parte dei fondi europei per le infrastrutture vadano alla rete ferroviaria locale!

Vogliamo che la maggior parte dei fondi europei per le infrastrutture vadano alla rete ferroviaria locale!

Martedì sarò a Bruxelles per incontrare i vertici della BEI, la Banca europea per gli investimenti, a cui chiederò che la maggior parte dei finanziamenti per le nostre infrastrutture vengano messi sulla nostra rete ferroviaria locale.

La Bei ha sempre finanziato le nostre infrastrutture utilizzando come referente Rfi, il problema è che alla rete locale sono arrivate solo le briciole. Serve un chiarimento urgente tra Regione Lombardia e Rfi che gestisce la nostra rete ferroviaria. Un canale di confronto tra le due parti in questi anni non c’è mai stato, prova ne sia il pessimo stato della rete. Un pendolare lombardo per andare in ufficio dalla provincia impiega lo stesso tempo che per andare a Roma con l’alta velocità, anche per la presenza di molte tratte a binario unico laddove si registra un’alta domanda di pendolari.

È questo il progresso di cui ci hanno sempre parlato?