Via la burocrazia, con noi “Lombardia facile” per imprenditori e imprese che danno lavoro

Via la burocrazia, con noi “Lombardia facile” per imprenditori e imprese che danno lavoro

 

In diretta da Milano la conferenza stampa con Luigi Di Maio per la presentazione del progetto di semplificazione per il Paese e per la Lombardia: LEGGI DA ABOLIRE.

Pubblicato da Dario Violi su Mercoledì 10 gennaio 2018

“Lombardia Facile” è questo l’obiettivo degli interventi prioritari per la cancellazione della burocrazia e la semplificazione amministrativa che ho presentato in un incontro che si è tenuto questa mattina con gli imprenditori a Palazzo delle Stelline a Milano.

Abbiamo le idee chiarissime sulla semplificazione con il nostro progetto Lombardia Facile: limitare gli adempimenti a quelli strettamente necessari e una digitalizzazione degna di questo nome. In Lombardia le aziende perdono giornate intere di lavoro in adempimenti per la Regione. Ce lo dicono le imprese e i professionisti costretti a mandare alla regione lo stesso documento tre, quattro volte in diversi sistemi informatici su cartelle differenti. O Lombardia informatica, che ha 400 dipendenti e esternalizza l’80% delle sue attività, comincia a occuparsi seriamente di digitalizzazione e semplificazione oppure la chiudiamo. Non esiste che faccia solo da stazione appaltante creando software diversi per chiedere alle aziende lo stesso adempimento.

Interverremo anche sui bandi, che sono inutilmente complessi e costringono le imprese a pagare fior di quattrini ai consulenti o sono costruiti a tavolino per ostacolare l’accesso ai concorsi a questa o quella attività.

Tra le nostre proposte anche la razionalizzazione dei controlli. Troppo spesso piccole e medie imprese hanno controlli da più enti che chiedono le stesse carte e durano intere giornate. Creeremo una company box per le imprese lombarde, un unico luogo digitale dove caricare i documenti che servono alle istituzioni. Le imprese risparmieranno tempo e i controlli da remoto consentiranno un risparmio anche all’ente regionale.

La Lombardia deve finirla con complicare la vita degli imprenditori.

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Riflessioni di un papà

Dopo essermi preso una pausa per la nascita di mio figlio, questa settimana sono tornato al lavoro con la nuova, grande responsabilità di essere papà.

Durante qualche notte insonne coccolando il mio bambino ho avuto modo di riflettere sul suo futuro e di conseguenza sulla politica e sul MoVimento, su come è cambiato negli ultimi tempi. Ho maturato la consapevolezza che è soltanto con piccoli passi che potrò e potremo contribuire ad un vero cambiamento e consegnare ai nostri figli un domani migliore.

Mi piacerebbe riprendere da dove siamo partiti, valutando le idee e non i colori, nella consapevolezza che spesso molti avversari politici fanno l’interesse di poche lobby a scapito dei cittadini. In Lombardia con emendamenti e risoluzioni  abbiamo modificato testi sull’agricoltura intensiva; abbiamo riscritto il piano regionale dei rifiuti, prevedendo un progressivo smantellamento degli inceneritori; abbiamo fatto adottare una tecnologia economica ed ecosostenibile per la bonifica del cromo esavalente; abbiamo riscritto le regole per l’apertura di nuovi centri commerciali, impedendone l’apertura di cinque nuovi; abbiamo fatto approvare una legge sui contratti di solidarietà in favore di lavoratori e PMI.

Troppo spesso ultimamente ci lasciamo trascinare in polemiche sterili, parliamo di grandi temi per un po’ di visibilità personale, facciamo guerre politiche e non sui contenuti, convinti che prendendo a testate il sistema, questo prima o poi crollerà. Sono convinto che dobbiamo tornare in modo importante ad intervenire concretamente sui contenuti, perché procedendo a testate ci ritroveremo domani soltanto con un gran mal di testa, rischiando di lasciare ai nostri figli una situazione uguale, se non peggiore, di come l’abbiamo trovata.

Questo weekend al Circo Massimo può essere l’occasione per ripartire alla grande. Io sarò là, con le mie idee!

Autostrade bergamasche: un’inutile colata di cemento

Il sogno del nostro assessore alle Infrastrutture è collegare la Valtellina e la Val Brembana con un tunnel.

Questa dichiarazione è stata il dulcis in fundo di un pomeriggio all’insegna dell’approssimazione e della scarsa conoscenza del territorio.

Lo scorso martedì 14 ho partecipato all’incontro organizzato presso la sede territoriale di RL a Bergamo, dove l’assessore Del Tenno presentava il piano di sviluppo del territorio in materia di infrastrutture e mobilità.

Come riportato sull’Eco del giorno successivo dal giornalista Dino Nikpalj, Del Tenno è apparso “decisamente (a tratti teneramente) a disagio nella sua prima uscita bergamasca”. In una provincia dove i problemi principali sono rappresentati dalla difficile viabilità nelle valli e dall’inadeguatezza del sistema di trasporto pubblico, si è deciso di parlare quasi esclusivamente di autostrade, dimostrando oltretutto scarsa conoscenza del tema.

Del Tenno e l’amico Pirovano (parole loro) hanno annunciato che l’IPB (Interconnessione Pedemontana-BreBeMi) si farà, ignorando le oltre 12.000 firme raccolte in meno di un mese contro l’opera. L’unica modifica al progetto iniziale sarà il nome: da IPB ad “Autostrade Bergamasche”, nella speranza di superare le resistenze dei cittadini rendendoli fieri per la “bergamaschicità” dell’autostrada.

Del Tenno ha promesso che Pedemontana sarà finita per expo 2015, ignorando che l’AD della stessa qualche mese fa aveva dichiarato che non sarà ultimata prima del 2018.

Ha definito BreBeMi un’eccellenza, senza considerare che i tempi di consegna sono slittati e che alcune delle aziende che ci hanno lavorato sono coinvolte in un’inchiesta della magistratura. E’ questa l’eccellenza?

Ha dichiarato che l’utilizzo dei treni è calato negli ultimi anni, a causa dell’insicurezza delle stazioni e dei graffitari. Tuttavia, quando il Comitato Pendolari gli ha fatto notare che il trend è esattamente opposto, si è dovuto scusare ritirando la dichiarazione.

Se il sogno dell’assessore è un buco nella montagna per il passaggio della sua e di poche altre macchine, il mio sogno è che un giorno finalmente avremo degli amministratori competenti. Amministratori che guarderanno al futuro, che si attiveranno per lo sviluppo di una rete di trasporti che riduca la circolazione di mezzi privati, migliorando la sicurezza sulle strade e riducendo inquinamento e tempi di percorrenza. In sostanza per un miglioramento della qualità della vita.