Lo scandalo non è aumentare l’IVA. Lo scandalo è che in questo Paese non esistono politiche per il futuro, per cui l’aumento delle tasse – che non è affatto una sorpresa viste le condizioni in cui ci troviamo, anche a causa del rinvio dell’IMU – non è accompagnato da una riforma fiscale e di razionalizzazione della spesa pubblica.

Voi vi aspettavate qualcosa di diverso da questo governo delle larghe intese tanto acclamato dall’Unione Europea come indispensabile per le riforme? Io no.

E sono “contento” che non ci sia stato l’accordo in CdM per rinviare l’aumento dell’IVA , primo perché sarebbe stato un rinvio e non un annullamento (prassi a cui ci hanno abituato già con le vicende dell’IMU, degli F35, eccetera eccetera), secondo perché in cambio avrebbero aumentato le accise sulla benzina e gli acconti IRAP e IRES, cioè la tassazione diretta sulle imprese.

E l’aumento delle accise sulla benzina avrebbe effetti persino più iniqui sulla popolazione rispetto all’ aumento dell’IVA per almeno due motivi. Il primo è che la domanda di carburante è rigida (anche un reddito basso non può fare a meno di fare il pieno per andare a lavorare). Il secondo è che, in un Paese dove le merci vengono quasi esclusivamente trasportate su strada,  i prezzi dei beni lieviterebbero indistintamente a causa dei costi di trasporto. L’incremento dell’IVA riguarderebbe invece soltanto i beni per cui la stessa è prevista al 21%.

In entrambi i casi, comunque, l’unica cosa che i nostri ministri sanno proporre è un aumento delle tasse, alla faccia del governo per le riforme. Forse sarebbe davvero il caso di finirla con questa pagliacciata.

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