QUELLO CHE NESSUNO DICE SULLA SITUAZIONE CHE STA VIVENDO ISRAELE

QUELLO CHE NESSUNO DICE SULLA SITUAZIONE CHE STA VIVENDO ISRAELE

Il Governo italiano tace.

Salvini, Berlusconi ed il PD hanno fondato il partito nazionale pro Israele. Il tenore di molta stampa e servizi televisivi è qualcosa di osceno.

Non viene raccontato il limbo in cui i palestinesi vivono da decenni, soprattutto quelli della Striscia di Gaza soggetti da anni a un durissimo embargo. Il primo ministro israeliano Netanyahu è in carica da 12 anni, sempre più logorato dai processi per corruzione in corso e dall’assenza di una forte maggioranza politica che lo sostenga; Netanyahu è ostaggio dei partiti estremisti nazionalisti religiosi e per questo ha alzato volutamente il volume della tensione.

Il ministero della sanità dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) parla di 220 vittime a Gaza ed in altri territori palestinesi occupati: Cisgiordania e Gerusalemme Est, secondo il diritto internazionale. A Gaza le vittime sono 198, di cui 58 minori “al di sotto dei 18 anni” oltre a 1.300 feriti. La stessa fonte parla di “3.728 feriti in Cisgiordania”. Israele ha selezionato in modo chirurgico gli obbiettivi dei bombardamenti ed a pagare con la vita sono I CIVILI PALESTINESI.

È uno scontro impari poiché Israele possiede tecnologie militari molto avanzate, droni sofisticati per compiere attacchi aerei mirati su Gaza, ed un sistema di difesa antimissilistico, Iron Dome, che finora ha intercettato e distrutto la stragrande maggioranza dei razzi sparati dalla Striscia (razzi rudimentali “terra terra” sparati da terra e diretti a terra, a breve distanza e non guidati). La striscia di Gaza è lunga appena 40 chilometri e larga 10, povera, sovrappopolata, circondata su tre lati del confine da Israele che di fatto assedia ed impedisce la libera circolazione dei palestinesi, anche solo per cercare un lavoro altrove.

Non possiamo tacere. L’Italia deve chiedere ad Israele di smettere di bombardare chi vive nell’enclave di Gaza dove gli ospedali sono al collasso e non c’è più elettricità né acqua potabile e viveri.

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