LA SANITÀ NEGATA. LE LISTE D’ATTESA SONO CHILOMETRICHE

LA SANITÀ NEGATA. LISTE D’ATTESA CHILOMETRICHE

Mentre c’è chi descrive come “Golpe” la decisione di prorogare fino al 7 settembre le misure precauzionali minime per contenere la diffusione del Covid, il problema delle Liste D’attesa in Sanità nella Regione guidata dal vanto, diventa sempre più preoccupante.

I tempi di attesa per le prestazioni sono elevati rispetto agli standard di legge.

É davvero grave non riuscire a garantire una visita endoscopica per sospetto tumore entro le 72 h come da richiesta del personale medico (per intenderci, la classe di priorità “U” indicata sull’impegnativa).

E nemmeno entro i 10 gg.

E nemmeno entro i 30 gg.

Un cittadino chiama il CUP Regionale e viene lasciato per ore in attesa con una musica orrenda. Quando riesce miracolosamente a parlare con un operatore della sua provincia, per verificare la disponibilità in un’altra provincia, viene messo nuovamente in attesa per parlare (forse) con un altro operatore.

Qualora volesse tentare disperatamente di trovare disponibilità per una visita nelle strutture private convenzionate, deve provare a contattare ogni struttura singolarmente (reiterando l’esperienza “call center” con altrettante musichine di cattivo gusto). Il più delle volte non risponde nessuno. Questo è quello che ci raccontano i cittadini. Questo è quello che accade anche ai nostri cari.

Per garantire i livelli essenziali di assistenza occorre trovare soluzioni per abbattere le lunghe liste d’attesa. L’ emergenza Covid ha fatto traboccare una situazione già molto critica “nell’ordinario”. Anni di sprechi, di soldi investiti nel privato o in opere pubbliche inutili, e tutto ciò che è accaduto pare non aver insegnato nulla. Quali misure intende mettere in campo chi governa da lustri Regione Lombardia per tutelare i cittadini?

Oggi il diritto alla salute dei lombardi é negato.

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